Le differenze tra auto storiche e auto d'epoca e come revisionarle

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Come e quando si deve procedere con la revisione delle auto d’epoca? Qual è la differenza tra auto storiche auto d’epoca? C’è molta confusione rispetto a questi temi, anche per chi già possiede una di queste automobili.

La differenza tra auto d’epoca e auto storiche

Non è sempre facile capire in cosa si distinguono auto storiche e auto d’epoca, soprattutto per chi si è da poco avvicinato a questo argomento, magari perché entrato in possesso di un’auto che potrebbe appartenere a una di queste categorie. Molti credono che siano la stessa cosa, ma non è così.

Secondo l’articolo 60 del Codice della strada, infatti, le auto d’epoca sono quelle che, destinate alla conservazione in musei o locali pubblici e privati, sono cancellate dal PRA. Di conseguenza, la loro circolazione su strada è consentita soltanto dietro speciale permesso rilasciato dal competente ufficio DTT in occasione di manifestazioni o raduni autorizzati.

Le auto storiche o di interesse storico, invece, possono circolare regolarmente su strada purché conformi alle norme del Codice della Strada. Sono quelle a cui viene riconosciuta una rilevanza storica o collezionistica certificata.
Per ottenere tale certificato è necessario che:

  • tali vetture siano iscritte in uno dei registri ASI, Storico Lancia, Italiano FIAT e Italiano Alfa Romeo
  • siano trascorsi almeno 20 anni dalla data di costruzione
  • abbiano conservato le caratteristiche di fabbricazione originale.

Infine, godono di agevolazioni sul pagamento del bollo auto e dell’assicurazione RCA.

La revisione

Date queste premesse, è facile comprendere come la revisione si differenzi notevolmente tra queste due categorie.

Per le auto di interesse storico che sono iscritte a uno dei registri nazionali autorizzati, in possesso dell’apposita documentazione e riportano la dicitura ‘veicolo storico’ sulla carta di circolazione, infatti, si applicano le stesse tempistiche di revisione che si applicano anche a tutte le automobili: la prima revisione va fatta dopo quattro anni dall’immatricolazione e poi ogni due anni entro il mese corrispondente a quello dell’ultimo controllo.
Con qualche eccezione.
Gli autoveicoli di interesse storico dotati di motore ad accensione comandata costruiti prima del 4 agosto 1971 e quelli dotati di motore ad accensione spontanea antecedenti al 1 gennaio 1980, ad esempio, sono esentati dalle verifiche di controllo delle emissioni inquinanti.
Non solo, nelle auto storiche ante 1960 le prove di frenatura per la verifica del freno di servizio possono essere effettuate mediante la valutazione del valore della decelerazione media ottenuto con il veicolo in ordine di marcia e con il solo conducente.
Dal 2018 la revisione di tali veicoli può essere effettuata sia nella sede provinciale della Motorizzazione Civile sia nei centri autorizzati privati.

Le cose cambiano se parliamo di auto d’epoca che, come abbiamo menzionato, non possono circolare su strada se non per occasioni speciali e dietro previa autorizzazione. Per questi veicoli, infatti, è obbligatorio un controllo periodico di revisione che deve essere effettuato ogni 5 anni solo presso la Motorizzazione Civile o da enti da essa preposti.

 

 

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